venerdì 22 febbraio 2013

Suggerito alle socie: IKEA - doppia recensione





IO VOTO IKEA

Entrare all’Ikea secondo me assomiglia a quelle volte in cui da piccola sognavi di entrare nella casa di pasticcini delle favole, dentro la quale non sapevi cosa scegliere perché c’erano troppe cose buone e slurpose.
L’unico particolare che mi scoccia è che, se vado all’Ikea di Padova, di solito trovo parcheggio in provincia di Treviso e trascinare un carrello stracolmo di oggetti per 140 km è un pochino scomodo, ma tant’è.
All’Ikea ho sempre comprato di tutto, soprattutto cose di cui non ho bisogno e delle quali non ho mai sentito l’esigenza, come le candele. Ma l’Ikea incarna nel mio immaginario un mondo a parte nel quale posso fingere di essere interessata a cose come i suppellettili, gli abbinamenti dei colori e l’arredamento in generale, nonostante in realtà non me ne freghi una mazza.
Se sento che qualcuno deve andare all’Ikea, anzi no, se sento che qualcuno sta pensando di andare all’Ikea, mi autoinvito subito, millantando un acquisto improrogabile; disdico qualsiasi impegno preso in precedenza e mi preparo alla gita con grande entusiasmo ed estratto conto alla mano, per avere la perfetta coscienza di quanto denaro posso permettermi di sperperare.
Purtroppo capita che ogni tanto debba davvero acquistare qualcosa che mi serve e quella che per me rappresenta una delle scampagnate più divertenti si trasforma inesorabilmente in un pomeriggio di dolore perché devo portarmi al seguito il Designer, che l’Ikea la odia; o meglio, odia l’Ikea il fine settimana; e chi va all’Ikea il fine settimana; anche chi ha figli e porta questi figli all’Ikea il fine settimana; pure chi non ha un cazzo da fare il fine settimana e pensa bene di andare all’Ikea così fa cose e vede gente senza stare all’addiaccio in inverno e alla canicola d’estate; eccetera.
La cosa peggiore di andare all’Ikea con un uomo è che quell’uomo di solito va dritto al sodo: ci serve una libreria? Ok, rapidi al reparto librerie, si guarda, si sceglie, si cerca collocazione in magazzino e si sgomma.
No. Non si fa così all’Ikea.
All’Ikea si guarda, con calma, un po’ tutto. Hanno creato il percorso obbligatorio apposta: il percorso non serve – come sostengono le persone disilluse e con l’animo nero come il Designer - a farti cacciare nel carrello una valanga di stronzate che non ti servono. Esso è programmato per aiutarti a distendere i nervi, dimenticare le rogne di tutti i giorni e osservare tutte le cose carine che ci sono. Poi se vuoi comprare, compri, ma mica sei obbligato. Però io non so proprio come si faccia a non comprare ogni volta due o tre paia di ciabatte di scorta, che possono sempre servire, oppure un nuovo scopettino per le pentole quando quello che hai a casa è di un colore più brutto di quello che hai di fronte.
Comunque.
All’Ikea a me piace anche fermarmi a mangiare. Le polpette sono buone, anche se hanno un retrogusto di cartone ondulato e la salsa ai mirtilli ci sta come una capocciata sul water alle 5 di mattina, e anche i piatti vegetariani non sono male.
Poi vuoi mettere le matite, quelle così piccine che non riesci neppure a scriverci ma tenerne una in tasca, pronta al bisogno, ti fa sentire un po’ Renzo Piano.
Se devo proprio trovare un difetto all’Ikea, ecco, questo difetto sono le casse; sempre piene di gente quelle con le cassiere e sempre piene di rincoglioniti quelle self-service, però vabbè, nessuno è perfetto.
Se poi devo sopportare mezz’ora di fila alla cassa per poi poter entrare in quel delizioso supermercato all’uscita e comprare il salmone identico a quello che trovo al Famila ma con sopra scritto Original Norway Salmon, allora ne vale la pena.

IO NON VOTO IKEA

Benchè tra le mie doti sventoli con orgoglio una fertile fantasia, io il mobile (tavolo, armadio, libreria) non riesco ad immaginarmelo se non nella sua forma fatta e finita di mobile (tavolo, armadio, libreria); il mobile nella sua interezza, nella sua finitezza, nella sua perfezione di mobile gia montato, si, dev'essere questo: che io ho proprio una concezione animistica del mondo ed è l'anima del mobile che mi colpisce non certo i suoi pezzettini smembrati; il fatto che io non sappia montare nemmeno un puzzle non c'entra ovviamente nulla con il non sopportare IKEA e il loro purè del cavolo che non sa di niente, che schifo.
E pure le polpettine, Gesù che tristezza.
La filosofia IKEA di montarsi da soli i mobili io non l'approvo: è come se tu in un istante vedessi il tuo uomo ideale e SBAM! ne rimani folgorata e lo vuoi ma arriva Dio a dirti che devi assemblartelo da sola e ti scaraventa in un magazzino sotterraneo pieno pieno pieno di corsie nominate da combinazioni di numeri e lettere, impossibile capire quale sia quella giusta e no, non va bene questo paragone: se ciascuna donna girasse in un magazzino con altre donne sapendo con certezza che lì dentro ci sono i pezzi del suo uomo ideale possiamo tranquillamente ipotizzare un eccidio che la strage di S.Valentino passerebbe in dodicesimo piano e quindi torniamo al mobile, al tuo mobile (tavolo, armadio, libreria) che ce l'hai dentro quattro scatole diverse e le guardi e lo capisci che quando lo porterai a casa non sarà lo stesso che hai visto nel negozio, anche e soprattutto perchè lo monterai tu per cui come minimo sarà un tavolo zoppo.
Voglio dire, se Dio avesse voluto che io facessi la montatrice di mobili, mi avrebbe fatta irsuta e con la salopette di jeans e anche, magari, con un minimo dicognizione di causa circa cose quali le misure e le proporzioni, invece no, mi ha fatta completamente ignara di tutto e SENZA salopette di jeans quindi in pratica gli unici mobili che io posso comprare perchè costano poco sono fuori dalla mia portata perchè è impossibile che io li sappia montare, è impossibile vi dico: è molto più facile che un cammello passi per la cruna di un ago dodicimila volte avanti e indietro piuttosto che io riesca a non darmi il martello sul dito. 
Questo problema del montaggio si risolve in due modi: trovandosi un fidanzato che ama il fai-da-te oppure trovandosi un fidanzato che ha abbastanza soldi per pagare qualcuno che ti monti il mobile, che te lo porti fino a casa senza che tu debba subire l'incubo del magazzino e delle corsie numerate e che dietro tua indicazione te lo posizioni esattamente dove vuoi e come vuoi. Possibilmente, il fidanzato dev'essere intero, fornito dal destino già assemblato.
Una volta trovato il fidanzato, si va a scegliere il tavolo.
Io però mi stufo enormemente di girare per ore da IKEA, cioè: mi serve un tavolo, vado nella sezione dei tavoli, scelgo quello che mi piace e ciao; invece no, non funziona così: il tuo Perfido fidanzato AMA IKEA e gli piace di girare per i reparti, TUTTI i reparti, anche per le cose che non vi servono, anche per le cose che non SERVONO A NESSUNO e così eccoti a passare il sabato pomeriggio insieme ad altri tre milioni di estranei, nessuno dei quali odia IKEA ma tutti sono felici di scorazzare inutilmente tra i reparti fermandosi ovunque a prendere le misure di qualunque cosa e chiedendo se la sedia Swelden esiste anche in porpora oppure se la libreria Ginden puoi montarla anche alla rovescia e poi arrivi nella sezione accessori e lì è finita, sembra che a tutti serva tutto: teiere, tovaglie, asciugamani, candele, dosasaponi, orologi a muro, tende per la doccia è un inferno: in questa porca città nessuno ha un cazzo dentro casa, se devono comprà de tutto e tu spingi, ti infili, dai gomitate a destra, a sinistra, al centro e alle parti basse di tutti e finalmente sei fuori, ti appropinqui all'uscita ma ti accorgi che mentre eri intenta a salvarti la vita dalla calca, il tuo Perfido fidanzato ha preso due candele e le vuole pagare e la fila alla cassa è di circa 8 km ma lui non vuole sapere niente: la sua filosofia è che dall'IKEA non si esce a mani vuote e visto che il tavolo te lo portano loro bisogna comprare delle altre cose da portare a casa.
E quindi niente, in fila alla cassa il sabato pomeriggio diventa sabato sera e sul raccordo nel traffico diventa sabato notte 
E comunque  quel cazzo di purè non sa di niente.





29 commenti:

  1. anche io voto Ikea.....il primo cassetto della cassettiera nel mio corridoio è stipata di candeline a tutti frutti....che poi non le uso non fa nulla fanno colore :)

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  2. Recentemente ho dovuto aiutare la persona che assiste mia moglie a montare
    sette pezzi da lei acquistati: tre porta-abiti, una cassettiera, un tavolinetto, un attaccapanni (credo che a Roma si chiami "omo morto")e un piccolo attacapanni da parete con quattro ganci per appendere indumenti. In uno solo di questi c'erano le istruzioni, in tutto il resto dovevi servirti di alcuni disegni fatti sui cartoni da imballaggio.
    In tre giorni ho esaurito tutto il rosario di qualcosa come 120 nvettive contro tutto l'universo.
    Salutateme IKEA.

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    1. Aldo allora vota contro con me!!

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    2. Lo sai per caso che prima della scrittura l'unico modo di comunicare era attraverso i disegni (o meglio pittogrammi)? Forse perché È anche TUTTORA il mezzo di comunicazione più intuitivo e immediato di tutti. Scusami, ma se non sei in grado di montare i mobili di Ikea solo attraverso le immagini nel "libretto di istruzioni", che sono talmente grandi da essere visibili anche a un cieco, il problema è tuo fidati. Non è un caso che Ikea sia la prima azienda di mobili d'Europa. Quindi, o siamo tutti una massa di idioti o sei tu che non hai capito come funziona. Lascia perdere. Evitate almeno di fare queste figuracce. Please

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  3. Io il mio fidanzato non lo cambio, benche' il designer meriti affetto e considerazione; Ma il perfido l'ho cercato per 33 anni in un magazzino senza manco le etichette, capite bene che non lo mollo..
    Comunque, io e la socia ci riserviamo la possibilita' di uno scambio di coppie per quando la noia e il tedio indurranno i nostri partenr a dire: perche' non andiamo all'Ikea, sto' sabato?

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  4. basta scambiarli quando urge andare all'Ikea, anche se i 500 km di distanza non giocano molto a nostro favore

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    1. Vuoi che non ci sia un IKEA a metà strada?

      Max

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  5. l'Ikea è come lo Stargate, entri e sei altrove

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  6. Sono d'accordo con Punzy: a suo tempo avevo difficoltà a momtare i giochini degli ovetti kinder, giuro! Mio marito quando vede un cacciavite, una punta da trapano et al. viene colto da malore. Però una piccola parte di me è attratta da quegli inutili oggetti colorati che sono solo lì, non esistono altrove, e devono assolutamente stare in una casa, la tua: non li userai mai, lo sai, ma quando li vedi per la prima volta capisci che non potrai più vivere senza. Devo parlarne al mio terapista?

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  7. Mentre leggo il post guardo il soffitto del salotto ( "casa nuova", anni '60, Madrid) e vedo un lampadario con candele di plastica penzolare. Ikea è la soluzione. Domani mattina! Grazie per avermi rovinato il sabato e aver migliorato il mio salotto.
    Dario
    www.expapa.com

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    1. Prego, figurati
      Ikea è anche a Madrid? c'è un fottuto posto al mondo che non sia Bangalore dove non c'è un negozio Ikea???

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  8. I love Ikea. Amo spendere i soldi che non ho per comprare cose che non mi serviranno mai, ma che quando le vedo mi fanno riflettere sulla inutilità della vita senza l'ammenicolo in questione....

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  9. Ho passato una vita a disegnare mobili
    e quando mi parlano di IKEA mi viene male
    ma si vende solo quello perchè quello vuole la gente
    e non è vero che costa meno, è vero solo che costa poco
    ma ti danno pochissimo
    ma la gente vuole poco e pagare meno.

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    1. però i biscotti sono una favola, e non li devi neanche costruire

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  10. Sono le due di notte e non gliela faccio a leggere tutto, ripasso domani. Voglio solo dire che mi spiace per massimo; e anche che ho un figlio GENIO che ormai prestiamo a chiunque necessiti della sua opera, essendo dalla più tenera età un perfetto montatore di qualsiasi ammennicolo IKEA noi si porti a casa, dalle scatole alle librerie a tutta parete!

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  11. Posso capire l'avversione del Designer, ma non conosco maschi adulti che non dimentichino la sofferenza del sabato pomeriggio (e della sera in tangenziale :-D) non appena giunti a casa con il "KIT" !
    Non giocavate con i Lego?
    Non è più sabato sera! E' la mattina di Natale!
    E giù di costruzioni, senza guardare il foglietto (ovviamente), tanto i pezzi chissà in quante maniere si combinano...

    E se avete bambini per casa (anche il figlio della vicina) chiamateli! Altro che Art Attack.

    Max

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    1. se avessi avuto bambini per casa, non avrei avuto bisogno di pagare un tizio per farmi montare la libreria ;)

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  12. A 12 anni ho montato tutta la mia cameretta di Ikea (2 armadi due scrivanie e 2 cassettiere) solo con mia sorella (di tre anni di più) in 2 giorni, neanche pieni. Montare i mobili di Ikea è talmente semplice ed elementare che come testimonio io, che da piccola non ho mai giocato neanche ai lego, lo potrebbe fare chiunque, anche il più deficiente. Se vi snerva così tanto evitate di andarci e basta. Chi compra da Ikea sa benissimo che i prodotti non sono di qualità e che di certo non sono di Cassina, ma sapete com'è non tutti hanno la possibilità di scegliere diversamente, ne tantomeno possono permettersi di andare li e comprare tante cose inutili come fate voi. Poi si capisce che non avete figli e che non sapete neanche cosa voglia dire.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. uesto punto mi sorgono una serie di dubbi
      1) hai capito che uno dei due post era a favore dell'ikea?
      2) hai capito che entrambe (le autorici) hanno solo mobili di ikea dentro casa perche' sono delle squattrinate?
      3) hai capito che STAMO A SCHERZAAAAAA'''???
      4) hai problemi di comprensione del testo oppure della realta'?

      5) hai mai pensato , ogni tanto, cosi', di farti una bella risata?

      6) mica che ti piaceranno quei film dei Vamzina tipo vancanze di natale dappertutto ecc?

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    3. Punzy dai, ci ha sgamato, è troppo furba per noi.
      Smettila di leggere i nostri post se ti fanno cagare però, che poi ti tocca andare a comprare carta igienica con la carriola

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    4. Anonimo, visto che sei così bravo/a nell'arte della montatura di mobili di Ikea e avendo programmato l'acquisto di ben 4 sedie e un tavolo appunto da Ikea, non è che potresti venire a casa mia a montarli, visto che io sono un'idiota e le figure non le capisco?Porta pure tua sorella. Vi offro pure un caffè, purchè non vi presentiate vestite con il leopardato di Jessica. Prima che mi insulti, preciso che non c'ho una lira neppure io e non mi posso permettere le boutique. E' che il leopardato stonerebbe con i miei cuscini zebrati.

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    5. Beh... che non avevate figli "bipedi" lo avevo capito anch'io...
      Max

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  13. Lo sai per caso che prima della scrittura l'unico modo di comunicare era attraverso i disegni (o meglio pittogrammi)? Forse perché È anche TUTTORA il mezzo di comunicazione più intuitivo e immediato di tutti. Scusami, ma se non sei in grado di montare i mobili di Ikea solo attraverso le immagini nel "libretto di istruzioni", che sono talmente grandi da essere visibili anche a un cieco, il problema è tuo fidati. Non è un caso che Ikea sia la prima azienda di mobili d'Europa. Quindi, o siamo tutti una massa di idioti o sei tu che non hai capito come funziona. Lascia perdere. Evitate almeno di fare queste figuracce. Please

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    1. mmm..interessante..io scrivo un post sul fatto che sono un'idiota che non so montare i mobili ikea e tu mi fai notare , con un arguto e tempestivo intervento, che sono un'idiota che non so montare i mobili ikea.
      ragazza, sveglia.
      Se vuoi fare la supercattiva di questo blog, ti devi attrezzare meglio, leggere attentamente i post E POI CAPIRLI perche' se non capisci quello che leggi ( e mi rendo conto che l'ironia non e' un'arma alla portata di tutte ma tant'e', di fare la supercattiva di questo blog lo hai deciso tu, non io)rischi di fare una figura di cacchina. Oddio, vero e' che i supercattivi fanno sempre una brutta fine, in tutti i fumetti o i film sui supereroi che si rispettino ma, come dire, tra l'essere joker o gambadilegno ci passa un universo intero
      fai te

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    2. montare i moboli di ikea a quanto pare è più facile che capire l'ironia di queste blogger punzy metti i pittogrammi la prossima volta

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  14. "sono responsabile di quel che scrivo, non di quello che tu capisci" (cit.)

    :)

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