giovedì 15 novembre 2012

Mirtilli a colazione (e del perchè é meglio il cappuccino con la briosche)



Attenzione che parliamo di libri, eh.
I libri, quegli oggetti di carta che gente che ha superato la terza elementare ogni tanto sfoglia. No,non quelli con le figure da colorare. 
Quelli con le parole scritte dentro. 
Dunque.
Mirtilli a colazione è il primo romanzo della giornalista Meg Mitchell Moore e sto pregando  il bambino Gesù e tutti gli angeli e i santi che sia anche l'ultimo. Questo libro mi ha suscitato narcolessia e coma vigile e adesso che ci sto ripensando anche eczema e rush cutaneo. E  ho anche pagato 16 euro e 40 alla Garzanti per acquistarlo. 
Comunque.
L'immonda quarta di copertina
mi ha ingannata: nel britannicissimo e contemporaneamente americanissimo Vermont Ginny e William, due pensionati ancora non decrepiti, si ritrovano  di nuovo a casa i tre figli adulti e vaccinati, con tanto di famiglia al seguito, per colpa della crisi economica che falcia posti di lavoro come spighe di grano nonchè per varie crisi personali  delle figlie femmine. Ginny e William dovranno, con questa convivenza forzata, imparare a conoscere di nuovo questi figli andati via di casa diciottenni e soprattutto trovare il modo di renderli autonomi di nuovo
Allettante, vero? come  i mirtilli del titolo,  dei quali però non c'é traccia nè a colazione nè in nessun altro pasto del libro; no, niente, nemmeno schiaffati in mezzo alla crema pasticciera dentro una crostata, niente mirtilli, scordatevelo e niente trama del libro, che procede così, un pò a cazzo, sconnesso e sconclusionato. A sei minuti e mezzo dall'apertura del mirtillo  Meg Mitchell Moore è entrata di diritto nella mia lista dell'odio e temo ci rimarrà per molto, molto tempo.
Ma andiamo con ordine: lo stile. Lo stile è noioso, l'unico paragone che mi viene in mente è la tivvù quando si guasta e vedi solo scariche elettrostatiche che fanno bzzzzz; ecco, lo stile è un bzzz
I dialoghi: banali. Per tutto il libro genitori e figli sorvolano sull'argomento pregnante: perchè cazzo siete qui? tutto bene con tuo marito? perchè non lo chiami? perchè mi fai pagare la spesa, sei senza soldi? mi volete forse dire che la mia è  l'unica madre che se piombassi in casa sua con gatti al seguito piangente, in evidente stato confusionale  e senza bancomat mi punterebbe una lampada al quarzo in faccia facendomi confessare tutte le mie rogne? e su, andiamo

I personaggi.
Beh, ve li descrivo, faccio prima

Ginny: nell'intento dell'autrice dovrebbe essere una mamma chioccia e soffocosa, quasi invadente nel desiderio di proteggere i figli; nella realtà rimane solo la petulanza, perchè per cercare di non essere invadente e dunque non chiedere ai figli la vera ragione per la quale  sono lì a pascolare si attacca al fatto che non si rifanno il letto e creano disordine

William : non pervenuto

Prima figlia maggiore: non fa sesso col marito da quando è rimasta incinta del secondo figlio scassacazzi, é sempre stanca e non si capisce perchè, nostante il marito guadagni un fracco di soldi, non vuole prendere una governante ed è stupitissima del fatto che lui l'abbia tradita con la segretaria venticinquenne. Voi l'avevate sospettato fin  dalla prima frase, giusto?

Secondo figlio: intellettuale mollacchione mantenuto dalla moglie incinta  che è un piranha di wall street ma è immersa fino al collo nella storiaccia dei mutui subprime; inoltre ha la placenta distaccata e deve stare a letto a casa della suocera che entra e esce dalla stanza dicendo: ma cose da pazzi ma vuoi lavorare anche dopo aver avuto il bambino e poi, quando viene a sapere che a rimanere a casa sarà il figlio per occuparsi del bambino, tanto ha un lavoro di merda , entra e esce dalla stanza almeno sette volte al secondo dicendo: ma cosa da pazzi ma voi volete stravolgere la vita di questo bambino, proprio io non riecco a capire mica per farmi i fatti vostri eh, ognuno decide per conto suo eh ma queste sono cose da pazzi che io non posso stare ferma a sentirle, senza considerare con tutti i soldi che abbiamo speso per la tua università mò ti fai mantenere da tua moglie, non per mettermi in mezzo, eh. La cosa incredibile è che la  nuora non le lanci dietro il portatile con il quale continua a lavorare indefessamente mentre la placenta le si stacca

terza figlia, la piccola di casa, ha un problema gravissimo: si é mollata con l'uomo e il suo lavoro figo non é poi così figo. Scusate solo a ricordarmelo mi è venuto su uno sbadiglio

Ma di questi problemi noi veniamo a conoscenza non perchè i protagonisti ne parlino tra  di loro ma perchè ne parlano da soli con se stessi in una serie di capitoli introspettivi dalla profondità di un cucchiaino da caffè
Verso la fine dell'interminabile libro, papà William, di cui si erano perse le tracce nell'introduzione, alquanto seccato dal fatto di essere confinato in un metro quadrato di casa col giornale sulle ginocchia, decide di prendere in mano la situazione e porta la figlia piccola e la nipote alla fabbrica del sidro, non per affogarle di nascosto ma solo per far vedere loro quanto è bella e poi mentre sorseggiano del sidro su panche di legno nel bosco ricordando di quando erano piccoli e andavano a visitare la fabbrica del sidro che è bella, succede che la figlia piccola decide di scuotersi e tornare al lavoro, la nuora partorisce e torna il marito della figlia maggiore pentito. Il potere del sidro è ENORME, incredibile; basta andare a visitarne una fabbrica e tutto si risolve ma soprattutto il libro finisce, grazie signore per il sidro

Ah, ovviamente, quando la nuora vede la sua bella bambina decide di non tornare al lavoro e tutti sono felici del suo istinto materno,  tranne la bambina che avendo un padre con lavoro di merda e una madre ora disoccupata non sa cosa mangiare una volta finita la tetta
fine
Maddona che prurito oh

4 commenti:

  1. Commento uno: OH-MY-GOD!!!!
    Commento due: mi servirebbero almeno tre ettolitri di sidro, dove lo trovo?
    Commento tre: USSIGNUR (per chi nonmastica l'inglese)

    RispondiElimina
  2. L'ultimo libro che ho odiato si intitolava "Il profumo delle foglie di limone". A questo punto mi viene da pensare che quando c'è un frutto nel titolo, il libro faccia inevitabilmente cagare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Socia, credo proprio che tu abbia ragione..

      Elimina
  3. Avete fatto benissimo a cambiare argomento perché se parlavate ancora di trasmissioni sky vi avrei denunciato per stalking (art.612 bis del codice penale).
    Siete passate a distruggere la povera Meg M.Moore e i suioi mirtilli ma stavolta condivido e giuro e stragiuro che quella specie di romanzo non lo leggerò mai neppure se mi fate dono di quello in vostro possesso.
    Saluti ed omaggi,
    aldo.

    RispondiElimina